mercoledì 18 giugno 2008

Donuts- Muffin Jazz Quintet

“Ti vorrei presentare il mio quintetto. Lui è Chicco Canna, suona la tromba. Quest’altro è Tit Tac ed è al contrabbasso. Poi abbiamo, al sassofono, Mr. Sesam e Cookie al pianoforte ed infine la mia corista, Regina Cacao”. Ornella si presenta a tutti loro. Si avvicina a Muffin e le bisbiglia : “...ma Regina ha una voce pazzesca, quasi maschile e baritonale”. “Tesoro, hai fatto centro. Viene dal Brasile e sembra donna ... poi ti spiego. Piuttosto: non ti ho mai vista da queste parti. Da dove vieni?”. Ornella si rattrista, ma coglie l’occasione per sfogarsi e raccontare ai suoi nuovi amici il suo recente passato. “Ci penso io a te. So quel che ti ci vuole”. Muffin prende per mano la ciambella mesta e la guida attraverso il locale. Dietro ad una tenda di velluto rosso siede la Maga Mocaccino, pronta a fare le carte e predire il futuro. “Il tuo destino è dietro l’angolo. Per trovare un senso, devi sbarazzarti di questo fardello che ti ostruisce il buco. Zavorra. E’ solo zavorra. Devi disfartene; solo così sarai una vera ciambella!”. Nulla di nuovo, ma come può Ornella risolvere il suo problema

domenica 15 giugno 2008

Donuts- Pie Club

Inversione di marcia. Ornella rientra in città. Gli esseri umani sono troppo alti, per rendersi conto che esiste una sottociviltà, un microcosmo popolato da personaggi di ogni tipo. La ciambella errante si imbatte in una porticina, sovrastata da un’insegna al neon che indica “ Pie Club”. Entra e si siede. Ordina un succo di frutta alla pesca, corretto alla vodka. Nella penombra intravede tanti esseri viventi in attesa di assistere alla performance del prossimo artista. “Ecco a voi” presenta una voce fuori campo “Muffin, cantante jazz”. Colpo di fulmine. Muffin è scura; una merendina tutta cacao e chicchi di purissimo cioccolato fondente. La sua voce, calda e vellutata, rasserena Ornella. I muffin di colore sono sempre i migliori; hanno la musica nell’impasto! Virtuosismi vocali che inebriano e consolano. Al termine dello spettacolo si reca a complimentarsi con la performer, in camerino. “Lei è eccezionale”. “La ringrazio, cara. Questo è il risultato di anni di sacrifici e duro lavoro”.

giovedì 12 giugno 2008

Donuts- Bignè in fuga

La nostra amica si reca al lago. Ad accoglierla ci sono tavolate imbandite di ogni leccornia. Palloncini e festoni ovunque. Tutto è già pronto per la festa che terminerà a tarda notte. “Sono proprio brutta!” esclama, osservando la propria immagine, riflessa nell’acqua. “No, non lo sei!” un bignè la rassicura dal piatto dove si trova. “E’ vero, sei tanto simpatica” aggiunge un altro. Ornella, commossa, in due soli salti si avvicina a loro, sul tavolo. “Grazie, vi voglio abbracciare”. Mai idea più sbagliata. Il suo affetto è tanto, troppo. Non è in grado di dosare la propria forza. Stringe tra le braccia il primo, soffocandolo e stritolandolo. La crema pasticciera schizza da tutte le parti, ma Ornella non se ne rende conto, nemmeno quando il cioccolato liquido del secondo bignè le imbratta il volto. Poi il terzo, il quarto e così via. Un vero e proprio delirio di massa. Gli abitanti del luogo non mangeranno bignè, questa sera. Un tramezzino urla: “Una ciambella assassina! Aiuto, accorrete!”. Come risvegliatasi, all’improvviso, da un incubo, la malcapitata si allontana, spaventata da se stessa.

lunedì 9 giugno 2008

Donuts- Ornella la ciambella

Non é speciale, ma solo diversa. Nella sua diversità, però, è speciale. Ornella non sa ancora cosa debba fare. Non ha una mamma, ma ha tanto affetto, quanta mollica. Una lacrima di miele le riga il volto soffice. Si guarda intorno e decide di capire. Quindi si incammina verso l’ignoto. E’ minuta, praticamente invisibile. Un’abitante del sottobosco umano. La gente si sta svegliando e la paura cresce. E’ come se sapesse che quella sua pienezza abbia il dovere di sfamare qualcuno. Si affretta a lasciarsi alle spalle tutto quel cemento. Le ciambelle hanno un ombelico enorme. Un buco. Tondo e vuoto. Anche lei vuole sentire l’aria che l’attraversi, scompigliandole i granelli di zucchero. Si muove, alla ricerca del proprio buco. Il primo luogo che deve assolutamente visitare è il lago. Specchiarsi nell’acqua sarà il punto di partenza. Capire e conoscersi, per poi rimediare.

venerdì 6 giugno 2008

Donuts- Magia!

L’olio bolle e le ciambelle sono dorate al punto giusto. I granelli di zucchero le rivestono, sottolineandone la morbidezza. L’alba completa l’opera: il sole le colora ulteriormente. A questo punto il fornaio, stanco e stremato dalle fatiche notturne, si merita qualche ora di riposo. Spegne il fuoco e lascia la stanza. Uno sciame di coriandoli entra dalla finestra, spinta da un soffio di vento caldo. Un mulinello di magia punta sulla ciambella abbandonata. La solletica e lei vive. Lievita del doppio, ma non scoppia. Da orizzontale in diagonale e poi in verticale. Infine, dalla sommità, germoglia una testa e dalla testa dei folti capelli, corvini come stringhe di liquirizia. Due sgranati occhi carbone. Le braccia forano i lati e si schiudono due mani. Infine Gambe e piedi. La metamorfosi si è conclusa. E dal mancato destino di cottura in padella ecco che nasce Ornella, la ciambella!

martedì 3 giugno 2008

Donuts- Il laboratorio di Krapfen

E’ una notte di stelle e vapori. Krapfen, il fornaio, non dorme. Lavora. Impasta e riempie gli stampi. Crostate e croissant. La luna è piena come una torta di mele. Tanta vanillina cade a neve ed il mattino si avvicina. Sarà una di quelle giornate durante le quali i clienti riempiranno la pasticceria; si accalcheranno, per avere il proprio dolce e festeggiare la sagra dei cerchi astrali. Ogni cent’anni le costellazioni puntano sul promontorio del lago, creando un cono di luce diretto. Si dice che qualcosa di particolare accada in questo periodo. Chiunque investa amore, nella creazione di qualcosa, verrà premiato. Gli ingredienti sono i soliti, ma il disordine ed il caos distolgono l’attenzione metodica di Krapfen. Un impasto di ciambella cade dalla teglia in un angolo della casa. Tonda e spessa tre dita, ma incompleta. Manca il buco!

martedì 22 aprile 2008

Il bimbo cerino

Il bimbo cerino ha uno stoppino. E’ ricco di fibra e fiuta trielina. Si accende con niente e non è mai accondiscendente. Se gli chiedi del fumo, scintilla di sfida e ti sputa benzina. Finita la pacchia, si schiaffa a nanna. Abbraccia il suo fiammifero, sempre più Lucifero. Il bimbo cerino è un poco assassino, ma dorme in uno scatolino. Odia l’acqua e chi di lui sospetta e si suppone sia assetato di vendetta. Zolfo e sfregamento gli procurano gran godimento. E sulla sua capocchia rossa si son sprecate ustioni ed ossa. Il bimbo cerino è solo e si spegne per dolo.