martedì 9 ottobre 2007

Gazpacho


Hidalgo Gutierrez accasò la gallina presso la tenuta estiva della Contessa Felicidad De Tristeza. Frida Cocowsky, madre spagnola e padre gallo polacco, sentì il calore delle sue mani, dall’ultima carezza e per tutta la durata del viaggio. Era stata battuta all’asta, come l’ultima delle galline di questo noioso, piatto pianeta Terra. Il suo mercenario incarnava il male oltre i confini di Cerveza. Fu per questo motivo che l’affare venne trattato da intermediari. Nemmeno la Contessa godeva dei favori del popolo, probabilmente per quel naso importante al quale è difficile non nascondere la verità.
La carrozza frenò bruscamente e Frida Cocowsky, sconvolta, assaggiò duramente il legno sul quale era stata adagiata. Il becco si conficcò volgarmente in una venatura marcia e la dignità venne lesa. Non potè tollerare altro; da quel momento avrebbe smesso di covare uova ed avrebbe proseguito con il rancore.
Il rancore è lo scheletro del genere umano.

Un becco di cartilagine nobile le si propose davanti, mentre si aggiustava le piume. Felicidad era più simile a lei di quanto avrebbe mai potuto immaginare, ma la nobildonna, probabilmente, non lo sapeva. Non proferì verbo; con un gesto fintamente disinteressato fece cenno alla servitù di occuparsi del nuovo acquisto. La gallina venne alloggiata in un casotto ocra foderato di fieno che era oro grezzo e pungente, ai piccoli occhi neri (troppo vicini) di Frida. Questo perché la luce, che filtrava dai fori della costruzione, era tanta e frizionava la paglia come un parrucchiere i capelli di una dama bionda. Diego Ramirez, un delizioso ragno di campagna si prodigò in inopportune acrobazie, dall’alto a scendere. Un illusionista del filo, un trapezista nel vuoto. - Ma che ci fate, voi ragni, con tutta quella cosa che vi esce fuori?- sentenziò la gallina petulante.
-Tessiamo la trappola !-
Cocò fu abbastanza soddisfatta della risposta, in linea con il suo nuovo stile di vita che stava tramontando dietro le colline ambrate. Era tempo di dormire; la sua natura, senza bargigli, glielo imponeva.

Il mattino seguente Diego la svegliò, urlando. Intrappolato nella sua stessa ragnatela, venne prontamente estirpato dall’astuta protuberanza di Frida. Questo incidente suggerì alla gallina che si può cadere vittime dei propri tranelli ed il conosciuto non è poi più tale. Fu così che, stimolata dall’evento, contrariamente a quanto si era ripromessa, depose un uovo.
Diego trasalì. Istintivamente utilizzò uno dei suoi otto arti per ispezionare il proprio pertugio e si rassicurò, nonostante continuasse a domandarsi se, tutti quegli spigoli, nell’atto della fuoriuscita, avessero mai potuto lacerare una sprovveduta dulcinea tutta piume e poca cresta.

- Cubico?-
- Sì, Contessa. La sua nuova gallina ha modellato un uovo ... cubico... sei facce, in tutto- spiegò il servo. “Allora Hidalgo non mentiva ...” bisbigliò la nobildonna, sorseggiando la sua tisana in porcellana bianca. - Portatemelo subito e fate le consegne per questa sera! -

- Questa sera la padrona avrà ospiti alla Morada Violeta. Ha organizzato una festa danzante per “huevo cubico” - Katrina era sempre aggiornata sulle mondanità della nobile dimora - Sei una gallina pettegola e, prima o poi, finirai in un mare di brodo! -
- Ragazze smettetela! Rischiamo di perdere il posto e voi due parlate di feste brodose- Miranda riuscì a calmare anche Ursula, la più irrequieta. Insieme a Katrina era stata prelevata, anni prima, dalla steppa russa. La Contessa era venuta a conoscenza dell’esistenza di due galline in grado di deporre uova matrioska. Partendo dal guscio esterno si arrivava a rompere persino cinque uova, una dentro l’altra ma, alla fine, si rimaneva con un pugno di mosche. Le loro uova non contenevano alcun albume o tuorlo. La spettacolarità della distruzione che riduce tutto al nulla ... Quel cubo, invece, che cosa conteneva? Nascondeva davvero le proprietà energetiche tanto declamate da Gutierrez? Era davvero in grado, una volta bevuto, di potenziare e modificare ciò che la natura aveva creato?

Katrina ed Ursula decisero, quella notte, di inoltrarsi nella Morada, usando Miranda come “palo”. La obbligarono ad intrattenere Frida e Diego, nei loro alloggi, affinché la nuova arrivata non potesse rendersi conto di quale meccanismo avesse innescato nella vita di Felicidad. Gelose, dalle zampe al becco, non sopportavano l’idea che la Cocowsky acquisisse potere, fruendo, quindi, di una inaspettata popolarità.

Gli ospiti gremivano i saloni della villa. Sfarzo eccessivo e musica incalzante. Le due galline, sul davanzale di una finestra, spiavano i ricchi grotteschi ed ubriachi, intenti a rendere omaggio a quel cubo riposto sotto una teca di vetro, su un cuscino di velluto rosso. I due galliformi divennero prima gialli, poi verdi e biliosi.

- Sei una gallina discreta e speciale, Miranda – Frida sorrise dolcemente alla sua ospite. – Lo credi davvero? Sai, io non mi sento come voi...come te e le mie due amiche. Le mie uova ... che dire ... non hanno mai la stessa forma. Sono una ragazza incerta.-
- Sei una gallina creativa, perciò speciale! Questa notte accadrà qualcosa e, se vorrai, farai parte del nostro gruppo. Un gruppo nel quale non è ammessa l’invidia- Frida sorrise a Diego e, insieme, apprezzarono lo stupore di Miranda.

A mezzanotte Felicidad richiamò l’attenzione degli invitati, attirandone lo sguardo. Si adattò alla scalinata, ponendosi nel punto più alto, affinché la luce potesse mitigare quei lineamenti mascolini. Il suo corpo filiforme era fasciato da un ingombrante vestito porpora. I capelli, cotonati all’inverosimile, rivelarono, ormai, origini sintetiche. Alzò la teca e afferrò sgraziatamente l’uovo-cubo. – Finalmente, dopo una lunga attesa, potrò porre rimedio alle imperfezioni della natura!- Non bastò la sua irriverente risata a coprire il marasma e la catastrofe imminente. Diede un colpo secco al guscio, con la lunga unghia smaltata dell’indice destro e fu subito gazpacho!
Teste e mobili volarono in aria come pezzi di verdura e ghiaccio. Un’esplosione gelida e colorata che amalgamò russe galline curiose con nobili arcigni e lussuriosi. Come in ogni zuppa che si rispetti l’aglio fece la sua e Felicidad non venne meno al proprio secondo nome: de tristeza. Un uomo costretto ad affidare la propria mutazione ... ad una gallina meticcia.

Come il naso della Contessa assomigliava al becco di Frida, così le uova cubo, come quelle matrioska, celavano la stessa spettacolarità della distruzione che riduce tutto al nulla.

Quindi: se incontrate una gallina in compagnia di un’altra, più insicura e di un ragno trapezista, chiedete loro se la Polonia è bella quanto la Spagna, ma non bevete le loro uova ... di rancore.